Sta facendo molto parlare di se in questi giorni la manovra del governo Monti.
Personalmente non mi piace. Non vedo spiragli di sviluppo per gli Italiani. E un Paese fatto da persone che non hanno fiducia nelle sue istituzioni non può crescere. Inoltre un Paese fatto di persone ridotte all’osso dallo Stato stesso non può andare avanti. Siamo alle solite. Equità fiscale vuol dire colpire i più deboli. E colpire chi si fa colpire. Facile aumentare la benzina. Meno facile introdurre la patrimoniale. Insomma questo governo non mi piace. E continuerò a ripeterlo…

Ce l’abbiamo fatta. Quorum ampiamente raggiunto. E ora? Aspettiamo che la politica risponda al popolo italiano: il Governo a casa intanto. E una Sinistra capace di creare una valida alternativa al Paese. Ce la faremo? Non ne sono certo. Ma di sicuro il Paese ha lanciato segnali chiari di rinnovamento. Chi li coglierà?

Ricordi di una campagna elettorale…

 

Guida a perdere le elezioni, parte prima.

Cari lettori,
ancora non siete in tanti, tuttavia voglio esprimere lo sfogo per il modo in cui il centro sinistra ha perso in Sicilia.
I miei cari compagni non hanno capito come fare campagna elettorale.

Non capiamo che l’Italia, ma a maggior ragione la Sicilia, non è l’America di Obama. Obama ha vinto perché il sistema elettorale americano è fatto in un certo modo. Il sistema italiano è diverso. Gli Italiani sono diversi.
Gli Italiani non sono avvezzi ad andare appresso ad un candidato per una campagna elettorale, se non perché hanno da lui avuto o avuto promessa di un contentino. La “battaglia” elettorale non si vince con bus a 2 piani Inglesi. No! Così potresti vincere in America, caro PD, non in Italia…

P.S. Milano e Napoli, almeno, sono “nostre”…

Pezzi di cuori…

 

Generalmente mi ricordo
una domenica di sole
una giornata molto bella
un’aria già primaverile

in cui ti senti più pulito
anche la strada è più pulita
senza schiamazzi e senza suoni

chissà perché non piove mai
quando ci sono le elezioni.

Una curiosa sensazione
che rassomiglia un po’ a un esame
di cui non senti la paura
ma una dolcissima emozione,

e poi la gente per la strada
li vedi tutti più educati
sembrano anche un po’ più buoni

ed è più bella anche la scuola
quando ci sono le elezioni.

Persino nei carabinieri
c’è un’aria più rassicurante
ma mi ci vuole un certo sforzo
per presentarmi con coraggio
c’è un gran silenzio nel mio seggio

un senso d’ordine e di pulizia.
Democrazia!

Mi danno in mano un paio di schede
e una bellissima matita
lunga, sottile, marroncina,
perfettamente temperata

e vado verso la cabina
volutamente disinvolto
per non tradire le emozioni

e faccio un segno sul mio segno
come son giuste le elezioni.

È proprio vero che fa bene
un po’ di partecipazione
con cura piego le due schede
e guardo ancora la matita
così perfetta è temperata…

io quasi quasi mela porto via.
Democrazia!

…mi chiudo in casa e scrivo, e scrivendo mi consolo!

In questo momento mi sento di condividere la prima strofa de “L’avvelenata”:

Ma s’ io avessi previsto tutto questo, dati causa e pretesto, le attuali conclusioni
credete che per questi quattro soldi, questa gloria da stronzi, avrei scritto canzoni;
va beh, lo ammetto che mi son sbagliato e accetto il “crucifige” e così sia,
chiedo tempo, son della razza mia, per quanto grande sia, il primo che ha studiato…

Lo so che magari con Guccini questo post a prima vista potrebbe sembrare centrare poco, ma la lettura della notizia data da AddioPizzo tramite email agli iscritti alla newsletter di sfregio di un loro murales ricordante la strage di Capaci mi porta a spendere due parole.

Per farlo evito di scrivere io, piuttosto contribuisco nel mio piccolo alla diffusione della notizia riportandovi il comunicato di AddioPizzo:

 

Catania si e’ svegliata con l’ennesimo atto di insofferenza alla cultura antimafiosa realizzato dal vigliacco di turno: il murales di viale Ulisse che Addiopizzo Catania sta ultimando per ricordare la strage di Capaci e’ stato rovinato, il viso di Giovanni Falcone sfregiato con della vernice rossa.
L’atto vile e’ uno sfregio all’intera citta’ di Catania non certo al progetto di Addiopizzo Catania ed e’ quindi a questa citta’ che ci rivolgiamo invocando la rabbia dei catanesi onesti.
Ci viene difficile credere che nessuno abbia visto all’opera il vigliacco armato di rullo, da quella strada, a qualsiasi ora, passano migliaia di catanesi, vorremmo quindi che alle attestazioni di stima per il progetto che stiamo realizzando seguissero, da parte dei cittadini, delle segnalazioni concrete alle forze dell’ordine.
Noi in ogni caso andremo avanti, continueremo a ricordare quanti hanno sacrificato la loro vita per questa terra, lo faremo concretamente, nelle scuole, nelle universita’, sui muri di questa citta’.
Non ci fermeremo, ci chiediamo solo se saremo soli o cammineremo con quanti amano questa citta’.

…che il grande amore esiste